9 novembre 2016

Ingenue

Ingenue
















Partiamo da un dato di fatto: è un tipo di bellezza che esprime femminilità, innocenza, freschezza in modo sottile...La componente Ingenue ricorda Catrine Spak nel film: “i Dolci Inganni”.
Una sorta di ninfa moderna, a tratti ultraterrena. Estremamente affascinante.
Il termine Lolita è ampiamente abusato, non si esprime nella banale rappresentazione della ragazzina maliziosa. Questa è una visione semplicistica, le diversità vengono taciute a favore dell’omologazione, ma è una figura altamente complessa con un fascino magnetico ed innocente allo stesso tempo.
Di solito è descritto come fanciullesco, dolce, carino, adorabile, petite. Si distingue dal Romantic perché è una femminilità non sessuale (dicono), le ingenue sono femminili ma non in maniera lussureggiante. Si differenzia da Gamine perché, per quanto tutte e due rappresentino la fanciullezza, l'Ingenue è yin mentre le Gamine sono yang. Le Gamine sono più stile maschiaccio malizioso.
Le Ingenue non hanno malizia, sono appunto ingenue. Hanno una bellezza ultraterrena a volte, in maniera diversa dalle Ethereal...
Kibbe le escluse all'epoca perché, come altri, non credeva che potessero far parte di un sistema che si rivolge ad un pubblico adulto. Le Ingenue sono valorizzate da particolari legati all'infanzia, che risulterebbero fuori luogo e ridicoli su qualsiasi altra categoria. Le linee che donano alle ingenue sono curve piccole e nette, mani e piedi piccoli e delicati, viso tondeggiante, occhioni, nasino, guance tonde, bocca piccola ma labbra piene. Vestite troppo sexy come le Romantic sembrano delle bimbe che giocano con i vestiti della mamma.
Però mi chiedo una cosa: Marylin Moonroe, Audrey Hapburne, Brigitte Bardot erano vestite da bambine? Erano asessuate? Direi di no!
















Possono comunque essere molto sensuali, un esempio su tutti è stata proprio Marilyn Monroe, è stato il suo aspetto Ingenue che l'ha resa un idolo. Ha rappresentato una bellezza nuova perché si distanziava completamente dal modello "femme fatale". Marylin era a tratti buffa, aveva un sorriso (che la componente Ingenue le donava) disarmante...Nessuno uomo non poteva che sciogliersi quando sorrideva.


Allora mi chiedo, chi è Lolita? Un archetipo ingestibile di un cliché ormai abusato? Un libro scandaloso?
La Lolita in realtà scatena risposte profondamente irrazionali. E’ una sorta di ninfetta.
La ninfa in mitologia è metà umana e metà divina, rappresenta al meglio quello stato di sospensione proprio delle ragazze in età pre-puberale. Un essere femminile meravigliosamente inafferrabile, capace di stregare l’universo maschile soltanto con la sua presenza.



Secondo il mio modesto parere è una categoria molto affascinante e seduttiva, perché esprime una forza di cui in parte si ha consapevolezza ma non ancora coscienza. E’ la celebrazione di una bellezza transitoria. Il fascino si esprime sottilmente, sotto forma di espressioni, di un aspetto anche rassicurante, cosa che una bellezza adulta non ha perché può intimorire, a volte.
La Femme Fatale spaventa, incute quasi un senso di sicurezza da sottomissione.
La ninfetta no, è inafferrabile, sì, ma fa sognare...E il sogno, a meno che non sia un incubo, non spaventa.
Se si analizzano Cinema, TV e Star Sistem, c'è una vera e propria “sindrome lolitesca”!
Volete degli esempi? “Le Teeny bopper", la Lolita di Stanley Kubrick del 1962, sciommiottata per decenni. E’ risaputo che la montatura degli occhiali a forma di cuore diventò un vero oggetto di culto desiderato da  migliaia di donne. Proseguendo con gli esempi: Milla Jovovich, che nel 1988 fu scoperta dalla rivista “The Face” dodicenne e con tratti ingenue abbastanza evidenti, Kate Moss, scelta da John Galiano proprio per quel tipo di bellezza acerba, Alicia Silverstone, stupenda nel video Crazy degli Aerosmith, l’attrice tedesca Natja Bruncknors,t celebre per interpretare la protagonista del film 'Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino',  Brooke Shields, ai tempi dello spot di Calvin Klein, Jean Seberg, Mia Farrow, in qualche modo Jane Birkin, Lana del Rey, Lupita Amondi Nyong'o, Kyra Sedgwickm, Olivia Newton John…Questi sono esempi del fenomeno Lolita e di percentuali Ingenue.




















La domanda che possiamo porci è la seguente: “come si veste chi ha dell’ingenue?”
Con il reggicalze con l’orsetto? Con tutta onestà vestirsi da Campanellino, la fedele compagna di Peter Pan, su un tipo di bellezza che esprime innocenza, per quanto possa stare bene, non credo sia la giusta via.
Finché si tratta di Preppy Style sono d’accordo, ma outfit in versione manga e Cosplayer non lo trovo adatto alle esigenze quotidiane del vivere comune. E non solo, diventerebbe una caricatura.
Vi spiego, per questa tipologia vengono consigliati accessori e vestiti infantili come fiocchi a profusione, gonne a forma di cupola, ricami che evocano il rococò francese alla Pompadour...Ci manca l’uso del panier e stiamo a posto.







Mi chiedo, ma chi si veste cosi? Sicuramente la Gothic Lolita in Giappone spopola, ma lo trovo surreale ed esteticamente artefatto.


Riflettendoci mi è venuto da consigliare un altro tipo di outfit, la mia idea di Ingenue, contestualizzandola nel vivere quotidiano, è diversa da peluches, pizzi etc...
Questa tipologia mi trasmette un senso di pulizia e freschezza che rimandano all'età dell’innocenza e privilegiano un guardaroba in cui primeggiano colori delicati, da camicie di lino stirate, avvitate, colletti alla Peter Pan, polsini divertenti, di tessuti leggeri come Crepe de Chine, vari tipi di Jersey, denim, batista di cotone, lana leggera, voile a spugna, seersucker, buratto, taffetà, mussola, lino, tessuto a ringrossi e seta sabbiata, jacquard, tessuto gingham, ikat, pizzo, organza di seta, chiffon leggero, seta sia “normale” che lavata, seta Habotai, pelle d’uovo (un tessuto morbidissimo),viscosa fluida, shantung, cashemire sottile, dupion di seta e la microfibra, pizzo Sangallo...
Le scollature dovranno essere morbide e drappeggiate con bordi come la scollatura bateau.
 Il taglio delle spalle dovrà essere arrotondato e con spalline tonde, le maniche ampie a palloncino, e le maniche sono importanti in generale. Dovranno essere aderenti al polso e con bottoni elaborati, oppure molto morbide a tre quarti. Questa categoria ha un'ampia scelta in fatto di maniche, a mio avviso.



Invece di fossilizzarci in accessori infantili consiglio la manica a petalo. Ricorda nella foggia un petalo di fiore, una calla, per l'esattezza. Tagliata in un unico pezzo di stoffa e cucita all'altezza della spalla prevede che una delle due parti vada a sovrapporsi all'altra, il taglio della stoffa non è netto con angolo di 90°, ma arcuato, in modo da accentuare la somiglianza con il fiore.





































Era adoperata come manica estiva tardo ottocentesca e anche nella moda russa per gli abiti di corte.
La manica bishop pure sarebbe “simpatica”.
La foggia era costituita da una forma cilindrica che si allargava a palloncino per poi restringersi in poco spazio sul polso e terminare con una fettuccia che restringeva il tutto. Molto in voga nel periodo di passaggio dall'Epoca Vittoriana all'Epoca Edoardiana, cioè tra la fine degli anni novanta del 1800 e il primo decennio del Novecento.
Vanno bene anche le forme a sbuffo come Lacroix fece nelle sue collezioni celebri. Dette anche a palloncino puff o baloon. Vanno benissimo tutti i tipi di punti luce (perle, lustrini, ecc) magari colorati tra di loro.











Le gonne dovranno essere piene e sinuose con pieghe morbide in vita e orli irregolari oppure scegliere la gonna a tulipano. Vanno benissimo tutti i modelli a campana, dalle gonne a tromba a quelle svasate.












Ricami ed appliques, merletti e nastri, abiti senza tempo presi in empori come Liberty a Londra.



 I capelli lunghi, inanellati tenuti in ordine con nastri fiocchi e pettinini. Il trucco pure va alleggerito e con toni briosi.



Questo va saputo fondere con la stagione armocromatica, ma è evidente che una stagione profonda o a croma alto, e con contrasti alti dovrà alleggerire nei suoi look i colori troppo scuri o i make up troppo netti o dark. Stesso discorso vale coi profumi. Saranno da privilegiare le note fruttate come: mandarino, pesca, pera, fragola, cocco, mora, cocomero, cedro, timo,basilico, giacinto, narciso, rosa centifolia, fresia, mughetto, iris, frutto della passione. Oppure quelle floreali...



L’Ingenue per me ha una visione ben precisa!
E’ la ragazza che cammina scalza sull'erba bagnata per sentire l’odore della terra e vedere il sorgere del sole. Studiava da adolescente musica al conservatorio, e ancora legge le favole, detesta la fretta ed è curiosa sotto sotto di tutto ciò che è diverso da lei. La sua femminilità è paragonata ad una farfalla che prolunga il suo soggiorno nel suo prezioso bozzolo profumato. Non ha età. Può essere adulta con prole e avere una vita piena alle spalle ma quando sorride esce la farfalla timida che vive in quel bozzolo e che ogni tanto le ricorda che è grande...
Non ha bisogno di elefantini ed orsetti per far uscire quel tipo di bellezza senza tempo che la caratterizza…
Quando ride tutto il mondo le sorride.



Giusy dG per Rossetto e Merletto!



1 commento:

  1. Che bellissimo post!!! L'ho letto avidamente, perché hai descritto alla perfezione ciò che mi hanno sempre detto e che io ho sempre visto negativamente, come se essere considerata "ingénue", fosse un difetto. Da ragazzina non vedevo l'ora di crescere per essere considerata donna, una volta cresciuta ho continuato ad essere considerata "bimba" e questo mi irritava non poco :(
    Io sono un autunno profondo, ho la forma del corpo a pera magra e trovo illuminanti i tuoi consigli. Grazie di cuore :***

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