7 agosto 2017

La relazione tra lo stile del vestiario e l'armocromia: Eva Green –seconda parte-



La relazione tra lo stile del vestiario e l'armocromia: Eva Green –seconda parte-


Gli articoli, gli approfondimenti e in genere tutti i contributi presenti sul presente sito sono di proprietà intellettuale di Giusy De Gori, titolare di tutti i diritti morali e patrimoniali ai sensi della legge sul diritto d'autore (Legge 633/1941).

La riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al pubblico, anche parziale dei medesimi, in difetto di autorizzazione dell'autrice, è punita a norma degli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della Legge 633/1941.

È consentito prendere visione o stampare i documenti pubblicati su Rossetto e Merletto per ragioni esclusivamente personali, a scopo informativo-culturale e non commerciale, esclusa ogni modifica o alterazione.

Sono parimenti consentite le citazioni a titolo di cronaca, studio, critica o recensione, purché accompagnate dal nome dell'autrice e dall'indicazione della fonte, ad esempio: Giusy De Gori, “Fatti vestire da Rossetto e Merletto, non dalla tua taglia!” in "Rossetto e Merletto blog (https://wwwrossettoemerletto.blogspot.it)”, con relativo collegamento ipertestuale.

È sempre gradita la comunicazione del testo, telematico o cartaceo, ove è avvenuta la citazione.

-Foto prese dal sito di Vogue e Pinterest-. 




Nella prima parte ci eravamo lasciate con questa domanda:
 “non è un ossimoro ovvero un controsenso, essere Dramatic ed essere Estate Soft Profonda?”
Fluidità e spigolosità come si fondono? Cosa prevarica?
La stagione?





L’elemento Dramatic, ovvero lo stile?






 Entrambe?












Eva Green rappresenta  il lato noir della luna, secondo me, a tratti decadente, aristocratica, a metà tra il vampiresco alla Bram Stoker; incarna perfettamente  l’emblema dei personaggi femminili alla Tim Burton, ma non solo…
 E’ anche sensuale come la Isabelle di Bertolucci, film  The Dreamers  in cui iniziai ad appassionarmi a questa giovane attrice che riuscì a “tenere testa” ad un regista assai complesso come  appunto Bertolucci, sorte che non toccò alla compianta Maria Schneider..




Non solo trovo che abbia quel “non so che” di inquietudine prettamente borghese alla Hitchcock. 


E’ una bellezza surreale, gotica ma anche romantica… Come quei cibi amari appena assaggiati in cui a poco a poco si scioglie il dolce,  come il miele fuso dentro una bacca di ambla…
Una mia amica mi ha fatto provare le bacche di amla che è una fonte potente di vitamina C. Sono molto amare all’inizio; però,  piano piano,  si addolciscono (dopo tanto, bisogna soffrire un pochino)…
Esprime una idea di bellezza affilata come una lama di un coltello, teatrale, eccentrica, ma ha una sensualità composta come i costumi d’epoca che molte volte ha indossato, allo stesso tempo audace e sexy. E’una divina creatura, a volte cupa come gli incubi che ti colgono all’improvviso di notte e non riesci a decifrarli ma stanno lì fissi nella tua mente impossibili da scordare perché in un modo o nell’altro ti hanno scosso qualcosa dentro..



Il suo volto, le sue espressioni i suoi tratti, il suo sguardo è a volte languido, carnale, conturbante, come la sua voce quasi graffiante…
E’  una lady in black  che ti seduce, nonostante “ il rigor mortis sia in agguato”,  perché tutto sommato è ammorbidito…



Incarna una Lilith moderna che sa quello che vuole, sa come ottenerlo, sa chi è, e non si vergogna di esprimersi perché non vuole rinunciare ad essere se stessa nonostante i canoni tradizionali… Non è una bellezza “canonica” è una bellezza onirica, surreale, ancentrale, teatrale e assolutamente noure…
E’ l’archetipo della donna libera, non sottomessa, non condizionata dalle imposizioni e dai pregiudizi.
La società è moderna, siamo nel 2017,  deve esserlo per forza almeno nei paesi evoluti, ma lo di stampo maschilista di cui è impregnata è duro da scardinare.  La donna fino a vent’anni fa era dedita alla casa e alla procreazione, di fronte all’idea di donna indipendente questa società non poteva far altro che screditarla e appunto, demonizzarla.

Se ci riflettete una donna fuori dagli schemi che sceglie di non sposarsi, di non avere figli, di fare carriera, di alzare la testa ai preconcetti, ancora spaventa;  le donne di questo tipo vengono demonizzate, almeno in senso metaforico.  Sotto sotto se una donna è rimasta single ad una certa età oppure ha fatto carriera si pensa sempre che abbia “qualcosa che non quadra”…
Storicamente questo tipo di donne erano donne libere, e da un certo punto in poi,  vennero trasformate in megere vecchie, brutte e cattive, in Meduse, in erinni, in  Medea che addirittura punii il marito,  “cattivona”; o in temibili “Lune Nere”.
Ve la ricordate ancora la zingara che diceva: ”La luna nera….” e arrivava il silenzio, la paura della iella , la “grattata scaramantica”…
La Lilith rappresenta la Luna Nera, i lati più oscuri dell’essere umano,  la parte rimossa, nascosta di ogni donna.
La frazione intuitiva, istintiva , selvaggia, seducente, ambiziosa, colma di energia, imprevedibile e ingovernabile dall’uomo, ma non per questo cattiva, tutt’altro.
All’uomo una simile creatura fa ancora molta paura. Invece di camminarle accanto, alla pari, arricchendo la propria cultura ancestrale, stupidamente la combatte e la respinge nell’«inferno» delle sue convinzioni. I risultati sono sotto i nostri occhi…
Se dovessi paragonare tutto questo fin qui scritto ad una donna non avrei dubbi, mi verrebbe in mente sempre lei: Eva Green.

Cosa sappiamo di lei?
E’ riservata, vive tra Parigi e Londra, ama  la compagnia di un libro perché sotto sotto anche lei appartiene al club delle “secchione  inside”  (ovviamente gioco), ama spesso passare le serate in casa bevendo un buon bicchiere di vino, suonando musica classica al pianoforte, coltivando le sue passioni… Passioni chiamiamole “desuete”,  vi spiegherò il motivo tra poco…
È un sex symbol e su questo non ci sono molti dubbi.




Ha dichiarato più volte che di solito preferisce indossare i pantaloni, ma per esigenze di copione è “costretta” a portare abiti fascianti.
E’ una bionda naturale, ebbene si, ha affermato che a 15 anni la sua migliore amica l’ha convinta a tingersi di nero corvino e poi non ha più smesso…












Colleziona insetti. Rivedetela in Penny Dreadful quando parla di insetti con Mister Dracula…
Era molto a suo agio… Colleziona anche arte, icone, teschi appassionata di tassidermia ed l'entomologia; non si sa molto della sua vita privata, giusto la relazione con Marton Csokas, conosciuto sul set di Le crociate.
Durante un'intervista, ha chiamato "marito" il border terrier Griffin, e da lì l’ho apprezzata ancor di più…

Francese e figlia d’arte, la madre è l’attrice Marlène Jobert; 





mi ha colpita quando in un’ altra intervista ha affermato che essere un ‘attrice è molto importante per la sua salute mentale. Recitare le permette di esprimere e tirare fuori in modo catartico quello che ha dentro, ma in un ambiente protetto. Le parti che interpreta sono una corazza, una maschera dietro cui si nasconde. Questo la dice lunga sull’importanza dei ruoli che interpreta e che sceglie di interpretare, significa che sono particolarmente sentiti.




Che abbia una personalità “particolare” è abbastanza evidente; credo che avere una tarantola impigliata nella rete da lei stessa tessuta, vada oltre l’idea di donna fatale che le hanno cucito addosso.. E, detto tra noi, non è molto comune che una donna collezioni insetti..
Lei è tutto ed il contrario di tutto, seguendo sempre una matrice  goth\romantica che le fa da invisibile filo conduttore. Ha un tipo di bellezza ammaliante che ipnotizza come le streghe che spesso interpreta, coraggiosa, disinibita e trasgressiva tutto questo nei suoi look si sposa molto bene con la parte Dramatic che ha come maggioranza.


Non sono condizionata dai personaggi che interpreta, ve lo posso assicurare; stilisticamente parlando lei ha una base dramatic molto forte unita ad altre due percentuali unite tutte all’armocromia. Ma ci arriveremo piano piano, tappa dopo tappa, proprio per sviscerare tutti i suoi aspetti..
Scopriamo come:
passiamo alla componente più alta il Dramatic. Lei ha una base fisica dramatic che è quella che le fa interpretare ruoli molto goth, ruoli drammatici in tutti i sensi, desueti, e li interpreta con una naturalezza unica che la fa essere la regina del noir, secondo me.


Posso riassumere così questa categoria:
Fellini, l’amatissimo Fellini, non amava bellezze canoniche, cercava volti per i suoi film che esprimessero psicologie”. Il regista amava caratteri asimmetrici e fu lo stesso Pasolini a chiamarlo “realismo creaturale”... Ecco le dramatic rappresentano secondo me questo: “puro realismo”. Hanno tratti taglienti , minimal, di quelle bellezze che non si scordano facilmente...
Le dramatic, secondo il mio modesto parere, sono una categoria bellissima, sono le classiche modelle da passerella con qualcosa di aristocratico che le rende uniche . Donne o uomini hanno sempre un comune denominatore, la raffinatezza innata, gli arti lunghi, l'eleganza unica; anche quando hanno visi particolarmente spigolosi, mantengono sempre quel particolare allure che nessuna categoria possiede.
Le dramatic sono minimal ma anche profondamente rock, per questo ho nominato questa categoria come : “L'artistocratica per antonomasia con l'anima rock e con la femminilità edgy”.
Questa categoria in parte si sposa perfettamente su di lei, basta vederla nei ruoli che interpreta:
Bond Girl di Daniel Craig in Casino Royale, Artemisia in Artemisia 300- L’alba di un impero. Interpreta la strega Angelique Bouchard in Dark Shadows di Tim Burton, bionda in quel modo e con una tonalità così fredda e poco profonda, mi dispiace, ma non stava bene…Tocca dirlo.
E’ stata Vanessa Ives, donna  piena d’amore e tremendamente impossessata nella bellissima serie Penny Dreadful, “donna con il grilletto” quando interpretava la conturbante  Ava Lord in Sin City,



la già citata trasgressiva Isabelle nel film "The Dreamers - I sognatori" (2003, di Bernardo Bertolucci), meravigliosa in Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali (Miss Peregrine's Home for Peculiar Children), regia di Tim Burton (2016) passando prima nel film  Arsenio Lupin (Arsène Lupin), regia di Jean-Paul Salomé (2004) e tanti altri…





La percentuale Dramatic le permette di indossare capi aderenti, forme geometriche come
triangoli, rettangoli, oblò, linee verticali, spacchi irregolari, tagli asimmetrici.
Le giacche le stanno benissimo, perfetto il doppio petto sagomato, sia con due bottoni, che con quattro e sei. Meravigliosa con la giacca tuxedo da donna e con le camicie in generale.






Look d’ ispirazione androgina come la giacca da smoking, che le dona un fascino moderno, sofisticato,  tutto metropolitano.
Sempre la giacca tuxedo le sta divina anche non coordinata, portata sia con lo skinny che con una minigonna. 




I revers li porta con una V profonda che solo chi ha una forte componente dramatic se può permettersi .
Perfetta anche con  il chiodo, preferibilmente liscio e senza troppe borchie, giacche di pelle, anche  lunghe. Il lungo generale la valorizza molto così come il corto.





Invece lo stile army inizia a stonare a meno che non indossi una giacca simil militare portata con la cintura in vita che definisce la silhouette e rivela il fascino deciso unitamente a  le spalline importanti.  

Bellissima con la pencil skirt e stivali sofisticati, look molto attitude mannish, le spalline in generale le porta bene soprattutto se voluminose alla “Lady Gaga”;  vedetela in Miss Peregrine.







Sofisticatezza e femminilità si intrecciano in lei in un connubio in cui si inserisce un altro elemento che specificherò nella terza parte.
Contrariamente alle dramatic pure i look come la giacca biker in pelle definita da controspalline e zip a contrasto, abbinata a mini abiti in seta e tronchetti risultano particolarmente bondage o dark su di lei.











Parliamoci chiaro, in versione dark lady è una favola, gestisce molto bene i look da femme fatale, i look più androgini, il corto, il lungo, la pelle.



A mio avviso però in lei, come ho scritto all’inizio della seconda parte di questo articolo, c’è anche altro, c’è il lato dolce, lo Yin che fa capolino in tutto questo dramatic in maniera timida ma risoluta… Come per dire:” io ci sono in te, non sei solo una Dark Lady, sei anche una dea…”





Perchè è un’Estate Soft Profonda, mi chiederete voi? Non solo, l’armocromia in questo caso si fonde molto bene con la sua minoranza yin, ma è un altro discorso..
Mi direte che il nero lo porta bene, avendo del dramatic è abbastanza spiegabile.
Ni, ragazzi, il nero non lo porta bene a mio avviso, non la valorizza totalmente, è indurita con il nero, è bello come look  ad hoc goth\noure, etc etc … Lo gestisce bene, ma non è naturale su di lei.. 





Sempre in Penny Dreadful nella scena finale in cui muore ed in cui indossa un abito bianco sporco modello Ethereal è una dea, sta diecimila volte meglio che quando veste totalmente di nero ed è truccata da vampira in quella scena che non è prettamente armocromatico come make up. Il rigor mortis era davvero in agguato eppure si difendeva bene..



Vi posto altri vip di donne totalmente Dramatic,  così noterete la differenza:


Anne Hathaway




Angelica Huston




la cantante Deborah Anne Dyer  in arte Skin





Keira Knightley



Chanel Iman




Mi direte:” Giusy cara, ma stai paragonando Skin a Eva Green? E’ troppo estremo come paragone”!
Ovviamente sono due bellezza diverse, ma Skin nel suo essere estrema è esile, minuta e sarà poco più di un metro e 60 eppure vedendola sembra una vatussa..


Perché è totalmente dramatic, Eva Green pure ha un’altezza media sul metro e 68 massimo.
Entrambe sembrano molto più alte di quanto realmente siano, pur di sembrare monotona, ribadisco che questa caratteristica la dona la struttura yang.












Eva Green rispetto a Skin ha sempre gli arti lunghi, il viso irregolare eppure è più morbida; necessita di look meno estremi in lei la componente  misteriosa è accentuata ma andrebbe  ingentilita, ha bisogno di elementi più smorzati, più femminili.
Quasi come le donne dipinte da Alfons Mucha…






Anne Hathaway, Angelica Huston sono perfette con i look più estremi, chi poteva interpretare il ruolo di Morticia così bene se non Angelica Huston? Nessuna! Probabilmente Anne Hathaway non sarebbe stata male.. 


Keira Knightley sta mille volte meglio con i capelli a caschetto strutturati che in versione voluttuosa alla  Dior, infatti è l’icona della maison minimal per eccellenza, ovvero Chanel.



Anne Hathaway idem, sta bene, o con i capelli con un bel taglio corto definito o molto lunghi; poi, vestita interamente di pelle nera è assolutamente erotica. C’è da dire che entrambe sono “aiutate” ad accentuare la componente Dramatic dalla stagione armocromatica: l’inverno che è il dramma per antonomasia.








Chanel Iman più “ asimmetrico” porta, più è vestita con oblò, tagli, forme geometriche,  più è valorizzata. Solo una dramatic pura riesce ad essere valorizzata così da questa tipologia di abiti molto complessa da indossare.









Eva Green con i capelli morbidi lunghi, i gioielli più delicati,  o i capelli raccolti in morbidi chignon fa sognare, nonostante mantenga quel carisma insolito, cupo,  che la rende Eva Green..










Mi chiederete, e quindi cosa è?
Lo scoprirete nella terza ed ultima parte in cui spiegherò il discorso armocromatico.





To be continued Giusy De Gori per Rossetto e Merletto