25 luglio 2016

Armocromia metodo scientifico: riflessioni personali


Metodo scientifico: riflessioni personali.
 
Primo passaggio.
Come ho più volte detto, Itten prima e Munsell dopo sono i padri dell'armocromia e non solo dell'armocromia; la ruota dei colori di Itten e la creazione dei colori primari, secondari e terziari è la base della pittura, il suo è stato un metodo scientifico vero e proprio.


La ruota dei colori di Itten è usata da tutti perchè i colori vengono classificati in primari, secondari, terziari grazie a lui.


Di conseguenza Itten ha usato un metodo scientifico, e l'armocromia è stata concepita seguendo un metodo scientifico.
Il paragone con la filosofia che leggo spesso in rete non l'ho capito, sinceramente.
Se è perché l'accertamento della stagione richiede l'occhio umano come metro di misurazione e quindi può essere un criterio soggettivo invece che oggettivo, ve lo smentisco subito.
Il medico che interpreta i sintomi di una malattia, di conseguenza è un filosofo? No di certo.
L'avvocato che applica alla fattispecie una particolare strategia processuale è un filosofo?
Il giurista interpreta la legge, fa un opera d'interpretazione del dato giuridico.
Nessuno ha mai detto che è un filosofo.
La maggior parte del lavoro umano si basa sul lavoro materiale e interpretativo dell'uomo, anche comprendendo la sua discrezionalità.
In questo caso discrezionalità tecnica.
Se prendiamo la china pseudo-filosofica finiamo al paradosso del gatto di Schrödinger.
La teoria del gatto di Schrödinger che riguarda la fisica subatomica, è la teoria del gatto dentro la scatola che può essere sia vivo che morto, nello stesso tempo. Questo è il paradosso, perchè la realtà è, o non è; non dipende dal punto di vista dell’osservatore.
Il gatto o è vivo o è morto.
Non dipende da chi l’osserva, ma dallo stato di salute del gatto.
Ho citato questo paradosso per affermare che una determinata persona, che chiamiamo Caietta, non può essere inverno profondo per Miss Asdrubala e primavera chiara per Lady Eritrea Cazzulati.
NOOOO! Non può essere.
L'armocromia non dipende dal punto di vista dell’osservatore, semmai dalla sua bravura.
L'occhio umano è un metro di misurazione.
La dottrina è categorica su questo punto, una delle due analisti sbaglia. Punto! Senza ma e senza se.
<<Un uomo può fallire molte volte, è fisiologico, ma non diventa egli stesso un fallimento, finchè non inizia a incolpare qualcun altro dei propri fallimenti>> W.S.Borroughs.


La realtà non dipende dal punto di vista dell’osservatore.
L'appartenenza ad una stagione è un fatto oggettivo.


Secondo passaggio.
La difficoltà vera è trovare le leggi di copertura su cui si basa Itten (le leggi di copertura sono le leggi - scientifiche, morali, umane, naturali - che spiegano un determinato fenomeno).
LEGGERE I COLORI DI UNA PERSONA SIGNICA TROVARE I COLORI CHE FUNZIONANO SU QUELLA PERSONA .

Niente di più niente di meno.
Colori che dominiamo, non che ci sovrastano.
Vi spiego.
È assolutamente normale che in una determinata occasione abbiamo voglia di un rosso da sballo, ad esempio. Chi non lo fa? Pochissime persone. Ma la vita è fatta molte volte a compartimenti-stagno, ci sono momenti e momenti.
Quando c'è un colloquio di lavoro, o in determinate occasioni, è intelligente stare al massimo del nostro potenziale. È qui che si apprezza il ruolo dell’armocromia, disciplina che, se ben padroneggiata, può costituire un asso in più nella manica.
Ma essa non è qualcosa di trascendentale, non si va dal mago che ha la sfera di cristallo. L'armocromia è fatta di regole come tante altre materie.
Non è una materia scorporata dal mondo che vive di vita propria.

Queste sono polemiche futili. Semmai si può obbiettare, come critica intelligente, l’eccessivo relativismo.
Johannes Itten, come ho già specificato diverse volte, individuò una vera relazione di corrispondenza tra il colorito delle persone e quello dei colori del mondo della natura che mutano col trascorrere delle stagioni.
Come l’individuò, mi potete chiedere voi.

<<Portando gli allievi in mezzo alla natura e osservando i suoi effetti>>.
Ricordate l’impressionismo di Monet e il suo trascorrere giorni interi in una barca per osservare gli effetti della luce sull’acqua e sulla vegetazione? È qualcosa di molto simile.
Per tale motivo, si può dedurre una certa scientificità nel suo metodo.
Lui prevede una <<imitatio naturae>>.
La stagione ha questi colori in natura?
Tu rispecchi quella stagione?
Quindi questi colori sono adatti a te e devi indossarli se vuoi potenziarti.
Questi sono i passaggi logici di base sottesi all’analisi armocromatica che ne costituiscono la struttura fondante.

Alla luce di quanto fin’ora riportato si può ben affermare che l’armocromia, lungi da costituire mera speculazione, è un’applicazione di regole, quindi ha una propria scientificità.
Vogliamo chiamarla scientificità debole? 

Perfetto, ma è pur sempre scientificità.
Gli ulteriori passaggi per effettuare un’analisi ve li spiegherò nel prossimo articolo.

To be continued Giusy dG per R&M





2 commenti:

  1. Mi lasci sempre senza parole Giusy.. La tua passione seguita dalla tua conoscenza esce dalla pagina che leggo e viene a sussurrarmi all'orecchio: "una disciplina così bella devi approfondirla, studia, leggi.. Impara più che puoi! Hai sempre amato i colori.. Cerca di 'guardarli comprendendo' e non restare in superficie!"
    Complimenti Giusy, cercherò i libri che hai segnalato anche se, ahimè, non sono in grado di leggere in inglese.. Cercherò le traduzioni.
    ..e non smetterò mai di ringraziarti!
    Eleonora Masseti

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    1. Ele ciao,grazie delle tue parole, guarda per l'inglese ti capisco,ho sempre avuto una grossa repulsione, ma alla fine mi sono vinta e l'ho affrontato. Bacione

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